Politica sulla Diversità ed Equità: Informativa

Informativa sulla diversita' ed equita' (dei)

INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI (INFORMATIVA SULLA EQUITA' E DIVERSITA' (DEI) UTENTI SITO

AliSheta®

Made in Italy • Design • Innovazione • Eccellenza • Sostenibilità

1. Premessa

Ali Sheta riconosce il valore della diversità delle persone e si impegna a promuovere ambienti professionali, servizi digitali, contenuti e relazioni fondati su dignità, rispetto, equità, accessibilità e inclusione.

Design, marketing, social media, formazione, progettazione web, e-commerce, intelligenza artificiale, IoT, domotica e Smart Cities possono influenzare il modo in cui persone e comunità:

  • accedono alle informazioni;
  • partecipano ai servizi;
  • vengono rappresentate;
  • interagiscono con imprese e istituzioni;
  • ottengono opportunità formative e professionali;
  • prendono decisioni;
  • utilizzano tecnologie e piattaforme digitali.

Per questo motivo, la diversità, l’equità e l’inclusione devono essere considerate durante l’intero ciclo di vita di ogni progetto: analisi, progettazione, sviluppo, pubblicazione, comunicazione, monitoraggio e aggiornamento.

2. Finalità

La presente Policy definisce principi, impegni, responsabilità e procedure per:

  • prevenire discriminazioni dirette e indirette;
  • contrastare molestie, esclusioni e ritorsioni;
  • garantire pari dignità e opportunità;
  • promuovere ambienti professionali rispettosi;
  • migliorare l’accessibilità dei siti e dei servizi digitali;
  • utilizzare un linguaggio inclusivo e comprensibile;
  • rappresentare responsabilmente persone e comunità;
  • rendere equi selezione, formazione e sviluppo professionale;
  • offrire accomodamenti ragionevoli;
  • prevenire pregiudizi umani e algoritmici;
  • utilizzare responsabilmente l’intelligenza artificiale;
  • proteggere i dati personali collegati alla diversità;
  • selezionare collaboratori e fornitori coerenti con i principi DEI;
  • gestire segnalazioni e reclami in modo riservato;
  • misurare i progressi senza sorveglianza o profilazione impropria;
  • prevenire diversity washing, inclusion washing e comunicazioni ingannevoli.

3. Natura della Policy

La Policy:

  • rappresenta un impegno organizzativo e professionale;
  • integra, senza sostituirli, gli obblighi normativi applicabili;
  • si applica secondo proporzionalità e pertinenza;
  • non modifica automaticamente contratti o rapporti professionali;
  • non garantisce incarichi, assunzioni o promozioni;
  • non introduce quote o preferenze non previste da legge o programmi formalmente approvati;
  • non attribuisce certificazioni;
  • non autorizza la raccolta generalizzata di dati sensibili;
  • non rende automaticamente inclusivo ogni progetto;
  • richiede azioni concrete, verifiche e miglioramento continuo.

Gli obiettivi futuri devono essere presentati come programmi da realizzare e non come risultati già conseguiti.

4. Ambito di applicazione

La Policy si applica, per quanto pertinente, a:

  • www.alisheta.it;
  • eventuali ulteriori siti gestiti o riconducibili ad Ali Sheta;
  • landing page;
  • siti vetrina;
  • e-commerce;
  • applicazioni e piattaforme;
  • profili social;
  • newsletter;
  • campagne pubblicitarie;
  • materiali grafici e audiovisivi;
  • attività formative;
  • webinar ed eventi;
  • progettazione 2D e 3D;
  • virtual tour;
  • servizi di marketing e comunicazione;
  • sistemi IoT e domotici;
  • progetti per Smart Cities;
  • strumenti di automazione;
  • sistemi di intelligenza artificiale;
  • rapporti con clienti, utenti, collaboratori, fornitori e partner.

La Policy riguarda, secondo la natura del rapporto:

  • titolare;
  • eventuali lavoratori;
  • collaboratori;
  • consulenti;
  • freelance;
  • tirocinanti;
  • docenti;
  • fornitori;
  • partner;
  • clienti;
  • utenti dei siti;
  • partecipanti a corsi ed eventi.

5. Definizioni

Diversità

Presenza di esperienze, caratteristiche, competenze, identità, condizioni e prospettive differenti.

Equità

Adozione di misure proporzionate per rimuovere ostacoli e consentire alle persone di partecipare in condizioni sostanzialmente eque.

Inclusione

Creazione di condizioni nelle quali ogni persona possa partecipare, contribuire ed essere rispettata.

Appartenenza

Percezione di essere accettati, ascoltati e riconosciuti all’interno di un ambiente o di una comunità.

Discriminazione diretta

Trattamento meno favorevole riservato a una persona per una caratteristica personale protetta o comunque non pertinente.

Discriminazione indiretta

Criterio, prassi o procedura apparentemente neutri che producono un particolare svantaggio per determinate persone, salvo una giustificazione legittima, necessaria e proporzionata.

Molestia

Comportamento indesiderato che viola la dignità di una persona o crea un ambiente intimidatorio, ostile, degradante, umiliante od offensivo.

Molestia sessuale

Comportamento indesiderato a connotazione sessuale, espresso in forma fisica, verbale, scritta o digitale.

Microaggressione

Comportamento o espressione, anche apparentemente lieve, che può comunicare svalutazione, esclusione o stereotipi.

Intersezionalità

Condizione nella quale più caratteristiche o fattori personali interagiscono producendo forme specifiche di vantaggio o svantaggio.

Accessibilità

Capacità di un ambiente, prodotto, contenuto o servizio di essere utilizzato dal maggior numero possibile di persone.

Accomodamento ragionevole

Modifica o adattamento necessario e appropriato, valutato nel caso concreto, diretto a consentire a una persona con disabilità di esercitare diritti e partecipare su base di uguaglianza.

Pregiudizio o bias

Distorsione consapevole o inconsapevole capace di influenzare valutazioni, decisioni, dati, tecnologie o rappresentazioni.

Diversity washing

Comunicazione che rappresenta un impegno verso diversità e inclusione maggiore di quello effettivamente dimostrabile.

6. Caratteristiche tutelate

Ali Sheta non ammette trattamenti discriminatori fondati, tra l’altro, su:

  • sesso;
  • genere;
  • identità o espressione di genere;
  • orientamento sessuale;
  • età;
  • disabilità;
  • condizioni di salute;
  • origine razziale o etnica;
  • nazionalità;
  • cittadinanza;
  • lingua;
  • religione;
  • convinzioni personali;
  • cultura;
  • stato civile;
  • situazione familiare;
  • gravidanza;
  • maternità, paternità o responsabilità di cura;
  • condizione economica o sociale;
  • provenienza geografica;
  • aspetto fisico;
  • neurodivergenza;
  • livello di istruzione;
  • condizione professionale;
  • appartenenza o attività sindacale;
  • opinioni politiche;
  • qualsiasi altra caratteristica non pertinente rispetto all’attività o al servizio.

Alcuni fattori sono espressamente protetti da specifiche disposizioni di legge; l’elenco più ampio costituisce anche un impegno volontario della presente Policy.

7. Quadro normativo

Il Decreto legislativo n. 216/2003 disciplina la parità di trattamento nell’occupazione e nelle condizioni di lavoro rispetto a religione, convinzioni personali, disabilità, età, nazionalità e orientamento sessuale, contemplando discriminazioni dirette, indirette e molestie. Il testo risulta aggiornato, nella banca dati Normattiva, alle modifiche pubblicate fino a maggio 2026.

Il Decreto legislativo n. 215/2003 attua il principio di parità di trattamento indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica e considera anche il diverso impatto che le discriminazioni possono produrre su donne e uomini.

Il Decreto legislativo n. 198/2006, Codice delle pari opportunità, richiede la parità di trattamento e di opportunità tra donne e uomini, anche nei campi dell’occupazione, del lavoro e della retribuzione.

La Legge n. 67/2006 prevede strumenti di tutela giudiziaria per le persone con disabilità vittime di discriminazioni anche al di fuori dello specifico ambito lavorativo.

Il Decreto legislativo n. 62/2024 ha introdotto nell’ordinamento una disciplina organica della condizione di disabilità e dell’accomodamento ragionevole, orientata alla rimozione degli ostacoli e alla piena partecipazione della persona.

Il Decreto legislativo n. 82/2022 stabilisce requisiti di accessibilità per determinate categorie di prodotti e servizi immessi sul mercato o forniti dal 28 giugno 2025, inclusi, nel relativo perimetro, servizi di commercio elettronico. L’applicabilità concreta deve essere valutata rispetto al soggetto, al servizio e alle eventuali esclusioni previste.

Il GDPR vieta in via generale il trattamento di categorie particolari di dati, tra cui informazioni che rivelano origine razziale o etnica, opinioni politiche, convinzioni religiose, appartenenza sindacale, dati sulla salute e orientamento sessuale, salvo che ricorra una delle condizioni previste dalla normativa.

Il Regolamento UE 2024/1689 considera ad alto rischio, quando ricorrono le condizioni indicate, determinati sistemi di IA utilizzati per assunzione, selezione, gestione dei rapporti di lavoro, assegnazione dei compiti e monitoraggio delle prestazioni. Il regolamento si applica in via generale dal 2 agosto 2026, mentre gli obblighi relativi all’alfabetizzazione in materia di IA sono applicabili dal 2 febbraio 2025.

8. Principi fondamentali

Dignità

Ogni persona deve essere trattata con rispetto, indipendentemente dal ruolo, dal rapporto contrattuale o dalle caratteristiche personali.

Pari trattamento

Decisioni e servizi devono basarsi su criteri pertinenti, trasparenti e verificabili.

Equità sostanziale

Trattare tutte le persone nello stesso modo non è sempre sufficiente. Quando necessario vengono valutate misure capaci di rimuovere ostacoli specifici.

Accessibilità fin dalla progettazione

L’accessibilità deve essere considerata nelle fasi iniziali e non soltanto dopo la pubblicazione.

Autodeterminazione

Le persone devono poter esprimere esigenze e preferenze senza essere definite esclusivamente dalla propria condizione.

Riservatezza

Le informazioni personali collegate alla diversità devono essere trattate soltanto quando necessarie e con adeguate garanzie.

Partecipazione

Le persone potenzialmente interessate devono poter contribuire alla progettazione e alla valutazione delle iniziative.

Responsabilità

Chi prende una decisione professionale deve essere in grado di spiegarne criteri, finalità e conseguenze.

Non ritorsione

Nessuna persona deve subire conseguenze negative per avere segnalato in buona fede una discriminazione o richiesto un accomodamento.

Miglioramento continuo

Criticità, reclami, verifiche e feedback devono generare azioni correttive concrete.

Governance DEI

9. Responsabilità di Ali Sheta

Ali Sheta:

  • approva la Policy;
  • definisce gli obiettivi;
  • assegna responsabilità e risorse;
  • valuta i rischi di discriminazione;
  • approva i contenuti DEI rilevanti;
  • verifica la gestione delle segnalazioni;
  • promuove accessibilità e formazione;
  • dispone le azioni correttive;
  • approva il riesame annuale.

10. Responsabile DEI

Il Responsabile DEI:

  • coordina l’attuazione della Policy;
  • raccoglie esigenze e feedback;
  • mantiene il piano annuale;
  • supporta responsabili e collaboratori;
  • verifica campagne e materiali rilevanti;
  • monitora gli indicatori;
  • riceve le segnalazioni;
  • propone accomodamenti;
  • predispone la relazione periodica;
  • segnala conflitti di interesse.

11. Referente per l’accessibilità

Il referente:

  • integra l’accessibilità nei progetti;
  • coordina verifiche tecniche e manuali;
  • gestisce le segnalazioni di accessibilità;
  • verifica contenuti, moduli e documenti;
  • pianifica interventi correttivi;
  • mantiene la documentazione;
  • collabora con sviluppatori, designer e clienti.

12. Referente privacy

Il referente privacy:

  • verifica la liceità della raccolta di dati DEI;
  • promuove minimizzazione e anonimizzazione;
  • controlla accessi e conservazione;
  • supporta la gestione degli incidenti;
  • valuta fornitori e piattaforme;
  • verifica questionari e sistemi di monitoraggio;
  • impedisce l’utilizzo incompatibile dei dati.

13. Responsabile IT e IA

Il responsabile IT e IA:

  • valuta accessibilità e sicurezza degli strumenti;
  • verifica i rischi algoritmici;
  • mantiene un elenco dei sistemi autorizzati;
  • controlla gli accessi;
  • coordina test e monitoraggi;
  • garantisce supervisione umana;
  • organizza formazione sull’uso responsabile dell’IA.

14. Collaboratori e fornitori

Collaboratori e fornitori devono:

  • rispettare la Policy;
  • utilizzare un linguaggio professionale;
  • proteggere dati e informazioni;
  • evitare contenuti discriminatori;
  • segnalare criticità;
  • applicare i requisiti di accessibilità concordati;
  • non utilizzare strumenti IA non autorizzati;
  • collaborare alle azioni correttive.

Ambiente professionale

15. Rapporti di lavoro e collaborazione

Qualora siano presenti lavoratori o collaboratori, le decisioni relative a:

  • selezione;
  • incarichi;
  • compensi;
  • formazione;
  • valutazione;
  • assegnazione dei progetti;
  • promozione;
  • rinnovo;
  • cessazione;

devono basarsi su requisiti professionali, competenze, esperienza, risultati e necessità organizzative pertinenti.

Non sono ammessi criteri fondati su caratteristiche personali irrilevanti.

16. Selezione e recruiting

Gli annunci e le procedure di selezione devono:

  • descrivere chiaramente il ruolo;
  • indicare competenze essenziali e preferenziali;
  • evitare requisiti non pertinenti;
  • utilizzare un linguaggio inclusivo;
  • indicare la disponibilità a valutare accomodamenti;
  • consentire modalità di candidatura accessibili;
  • evitare richieste di fotografie non necessarie;
  • evitare domande sulla vita privata non pertinenti;
  • definire criteri di valutazione prima dei colloqui;
  • documentare le decisioni rilevanti.

Non devono essere richieste, salvo valido presupposto:

  • informazioni sulla salute;
  • stato di gravidanza;
  • intenzioni familiari;
  • orientamento sessuale;
  • religione;
  • opinioni politiche;
  • origine etnica;
  • altre informazioni sensibili.

17. Colloqui

Durante i colloqui:

  • le domande devono riguardare il ruolo;
  • i valutatori devono utilizzare criteri coerenti;
  • le persone devono ricevere informazioni comprensibili;
  • eventuali prove devono essere accessibili;
  • gli accomodamenti devono essere valutati riservatamente;
  • l’eventuale utilizzo dell’IA deve essere preventivamente verificato;
  • la decisione finale deve mantenere una supervisione umana effettiva.

18. Compensi e condizioni

Qualora applicabile, MKTG6.0 o l’attività professionale collegata promuove:

  • criteri chiari per determinare compensi;
  • parità di retribuzione per attività di pari valore;
  • trasparenza delle responsabilità;
  • revisione periodica di eventuali differenze;
  • criteri documentati per premi e avanzamenti;
  • accesso equo alle opportunità professionali.

Differenze economiche devono essere motivate da fattori pertinenti quali esperienza, responsabilità, complessità, risultati o mercato di riferimento.

19. Assegnazione dei progetti

I progetti vengono assegnati considerando:

  • competenze;
  • disponibilità;
  • esperienza;
  • carico di lavoro;
  • necessità del cliente;
  • opportunità di sviluppo;
  • eventuali esigenze di accessibilità;
  • continuità operativa.

Non devono essere esclusi automaticamente determinati soggetti da incarichi visibili, tecnici o di responsabilità sulla base di stereotipi.

20. Formazione e sviluppo

L’accesso alla formazione deve essere gestito mediante criteri:

  • trasparenti;
  • professionali;
  • proporzionati;
  • non discriminatori;
  • compatibili con eventuali esigenze personali.

I corsi devono essere, per quanto possibile:

  • accessibili;
  • fruibili anche da remoto;
  • dotati di sottotitoli o trascrizioni quando necessari;
  • accompagnati da materiali leggibili;
  • organizzati in orari sostenibili;
  • compatibili con responsabilità di cura.

21. Riunioni inclusive

Le riunioni devono:

  • avere finalità e ordine del giorno;
  • essere pianificate con preavviso ragionevole;
  • evitare interruzioni e linguaggio offensivo;
  • garantire tempo di partecipazione;
  • consentire contributi scritti;
  • prevedere strumenti accessibili;
  • evitare orari sistematicamente penalizzanti;
  • registrare decisioni e responsabilità;
  • consentire pause quando necessarie.

22. Lavoro da remoto

Il lavoro da remoto non deve produrre:

  • isolamento;
  • minori opportunità;
  • esclusione dalle comunicazioni;
  • sorveglianza invasiva;
  • svantaggi nella formazione;
  • valutazioni basate sulla presenza anziché sui risultati.

Strumenti e procedure devono essere accessibili e sicuri.

23. Responsabilità familiari e di cura

Quando organizzativamente sostenibile vengono valutati:

  • flessibilità;
  • programmazione anticipata;
  • lavoro da remoto;
  • recupero delle attività;
  • rimodulazione temporanea;
  • partecipazione asincrona;
  • condivisione delle responsabilità.

Le responsabilità di cura non devono essere automaticamente interpretate come minore motivazione o affidabilità.

Disabilità e accomodamenti

24. Impegno verso le persone con disabilità

Ali Sheta promuove:

  • autonomia;
  • accessibilità;
  • partecipazione;
  • comunicazione diretta con la persona;
  • rispetto delle preferenze;
  • rimozione degli ostacoli;
  • utilizzo di tecnologie assistive;
  • adattamento proporzionato delle procedure.

La disabilità non deve essere trattata esclusivamente come problema medico individuale, ma anche in relazione alle barriere ambientali, digitali e organizzative.

25. Richiesta di accomodamento

La persona può richiedere un accomodamento mediante:

Referente: dott. Ali Sheta
Email riservata: info@alisheta.it
Canale alternativo accessibile: www.alisheta.it

La richiesta dovrebbe descrivere:

  • ostacolo incontrato;
  • attività interessata;
  • soluzione richiesta o preferita;
  • durata prevista;
  • eventuale urgenza.

Non devono essere richiesti dettagli clinici eccedenti.

26. Valutazione della richiesta

La valutazione considera:

  1. esigenza della persona;
  2. barriera concreta;
  3. efficacia della soluzione;
  4. possibili alternative;
  5. costi;
  6. risorse;
  7. sicurezza;
  8. durata;
  9. impatto sull’organizzazione;
  10. tutela della riservatezza.

La decisione deve essere:

  • tempestiva;
  • individualizzata;
  • motivata;
  • documentata;
  • riesaminabile.

27. Esempi di accomodamenti

Possono essere valutati:

  • tecnologie assistive;
  • adattamento della postazione;
  • modalità di comunicazione alternative;
  • documenti accessibili;
  • tempi aggiuntivi;
  • pause;
  • orari flessibili;
  • lavoro da remoto;
  • interprete;
  • sottotitoli;
  • trascrizioni;
  • accompagnamento;
  • modifica non sostanziale delle procedure;
  • diversa distribuzione di compiti marginali;
  • accesso facilitato agli spazi;
  • modalità alternative di selezione o formazione.

L’elenco non è esaustivo e la misura deve essere valutata nel caso concreto.

28. Riservatezza

Le informazioni relative a disabilità o salute:

  • non devono essere diffuse;
  • devono essere accessibili soltanto ai soggetti competenti;
  • non devono essere inserite in comunicazioni generali;
  • non devono essere utilizzate per finalità differenti;
  • devono essere conservate per il tempo necessario;
  • non devono essere caricate in strumenti IA non autorizzati.

Accessibilità dei siti web

29. Principio di accessibilità digitale

I siti e i servizi digitali devono essere progettati, per quanto ragionevolmente possibile, affinché possano essere percepiti, utilizzati e compresi da persone con diverse capacità sensoriali, motorie e cognitive.

L’eventuale obbligo giuridico e il relativo standard tecnico devono essere verificati per ciascun sito, servizio, operatore e rapporto contrattuale.

30. Progettazione inclusiva

Durante la progettazione vengono considerati:

  • struttura semantica;
  • gerarchia dei titoli;
  • navigazione tramite tastiera;
  • visibilità del focus;
  • contrasto;
  • leggibilità;
  • ridimensionamento del testo;
  • testi alternativi;
  • etichette dei moduli;
  • messaggi di errore comprensibili;
  • sottotitoli;
  • trascrizioni;
  • controlli multimediali;
  • tempi di interazione;
  • riduzione di animazioni problematiche;
  • compatibilità con tecnologie assistive;
  • linguaggio chiaro;
  • percorsi di navigazione coerenti.

31. Immagini e contenuti visivi

Le immagini informative devono avere:

  • testo alternativo pertinente;
  • descrizioni estese quando necessarie;
  • sufficiente contrasto;
  • contenuti non affidati esclusivamente al colore;
  • dimensioni adeguate;
  • rappresentazioni rispettose.

Le immagini decorative devono essere configurate per non interferire con le tecnologie assistive.

32. Video e audio

Quando pertinenti devono essere previsti:

  • sottotitoli accurati;
  • trascrizioni;
  • controlli accessibili;
  • possibilità di pausa;
  • audio comprensibile;
  • descrizione dei contenuti visivi rilevanti;
  • assenza di avvio automatico invasivo.

I sottotitoli generati automaticamente devono essere verificati prima della pubblicazione.

33. Moduli

I moduli devono:

  • indicare chiaramente i campi obbligatori;
  • utilizzare etichette persistenti;
  • spiegare il motivo delle richieste;
  • segnalare gli errori in modo comprensibile;
  • non basarsi esclusivamente sul colore;
  • essere navigabili tramite tastiera;
  • evitare tempi eccessivamente brevi;
  • richiedere soltanto dati necessari;
  • consentire correzione e conferma.

34. Documenti scaricabili

PDF, presentazioni e documenti devono essere, quando destinati al pubblico:

  • strutturati;
  • leggibili;
  • dotati di titoli;
  • correttamente ordinati;
  • comprensibili anche senza elementi decorativi;
  • compatibili con tecnologie assistive;
  • disponibili in formato alternativo quando necessario.

35. Segnalazione di problemi di accessibilità

Gli utenti possono segnalare:

  • contenuti non leggibili;
  • moduli inutilizzabili;
  • video privi di sottotitoli;
  • problemi con tastiera o screen reader;
  • contrasto insufficiente;
  • documenti non accessibili;
  • difficoltà cognitive o linguistiche.

Email accessibilità: info@alisheta.it
Modulo accessibile: info@alisheta.it
Tempo indicativo di presa in carico: immediata dalla comunicazione ricevuta

36. Gestione delle segnalazioni di accessibilità

Il referente:

  1. registra la richiesta;
  2. verifica la barriera;
  3. assegna una priorità;
  4. offre, quando possibile, un’alternativa temporanea;
  5. pianifica la correzione;
  6. comunica lo stato;
  7. verifica la soluzione con l’utente, quando opportuno;
  8. documenta la chiusura.

Contenuti, marketing e rappresentazione

37. Linguaggio inclusivo

I contenuti devono essere:

  • rispettosi;
  • comprensibili;
  • privi di stereotipi offensivi;
  • coerenti con il pubblico;
  • accessibili;
  • non paternalistici;
  • non stigmatizzanti;
  • aggiornati.

Il linguaggio inclusivo deve favorire chiarezza e dignità senza compromettere la leggibilità.

38. Nomi e pronomi

Quando una persona comunica il nome o il pronome con cui desidera essere identificata, tale preferenza viene rispettata nei limiti delle esigenze amministrative e legali.

Errori involontari devono essere corretti senza trasformare la situazione in conflitto o umiliazione.

39. Rappresentazione visiva

Fotografie, illustrazioni, rendering e contenuti generati con IA devono evitare:

  • tokenismo;
  • stereotipi;
  • caricature;
  • ipersessualizzazione;
  • rappresentazioni degradanti;
  • associazioni automatiche tra gruppi e ruoli;
  • manipolazioni ingannevoli;
  • utilizzo non autorizzato dell’immagine.

La presenza di persone diverse in un’immagine non deve essere utilizzata per suggerire politiche o risultati inesistenti.

40. Campagne pubblicitarie

Prima della pubblicazione devono essere valutati:

  • destinatari;
  • messaggio;
  • immagini;
  • linguaggio;
  • targeting;
  • possibili esclusioni;
  • stereotipi;
  • accessibilità;
  • trattamento dei dati;
  • impatto sui gruppi vulnerabili;
  • veridicità delle dichiarazioni DEI.

41. Targeting pubblicitario

Le campagne non devono utilizzare categorie personali delicate in modo illecito, discriminatorio o manipolativo.

Devono essere evitati:

  • esclusione ingiustificata di gruppi;
  • segmentazione basata su dati sensibili non utilizzabili;
  • sfruttamento di vulnerabilità;
  • presunzioni sulla condizione personale;
  • offerte discriminatorie;
  • differenze di prezzo non giustificate.

42. Recensioni e testimonianze

Le testimonianze devono essere:

  • autentiche;
  • autorizzate;
  • non modificate in modo ingannevole;
  • rispettose della privacy;
  • non selezionate per creare una falsa immagine di inclusività;
  • chiaramente identificate come sponsorizzate quando necessario.

43. Contenuti per minori

I contenuti rivolti a minori devono:

  • essere adatti all’età;
  • evitare stereotipi;
  • proteggere identità e immagini;
  • non sfruttare insicurezze;
  • evitare pressioni commerciali indebite;
  • utilizzare un linguaggio comprensibile;
  • considerare disabilità e bisogni educativi differenti.

44. Formazione ed eventi

Corsi ed eventi devono considerare:

  • accessibilità della sede;
  • accessibilità della piattaforma;
  • modalità online o ibride;
  • sottotitoli;
  • materiali alternativi;
  • pause;
  • esigenze alimentari pertinenti;
  • orari;
  • linguaggio;
  • gestione delle domande;
  • codice di condotta;
  • procedure contro molestie e discriminazioni.

Intelligenza artificiale e decisioni automatizzate

45. Principio generale

L’intelligenza artificiale non deve essere utilizzata per sostituire automaticamente la valutazione umana in decisioni capaci di incidere significativamente sulle persone senza un’analisi preventiva dei rischi e degli obblighi applicabili.

46. Usi ad alto rischio o sensibili

Particolare attenzione deve essere dedicata a sistemi utilizzati per:

  • screening dei curriculum;
  • selezione dei candidati;
  • valutazione di colloqui;
  • assegnazione dei compiti;
  • analisi delle prestazioni;
  • valutazione della produttività;
  • decisioni su compensi o incarichi;
  • profilazione degli utenti;
  • riconoscimento o inferenza di caratteristiche personali;
  • accesso a formazione o opportunità.

47. Requisiti interni per l’utilizzo dell’IA

Prima dell’utilizzo devono essere verificati:

  • finalità;
  • necessità;
  • base giuridica;
  • qualità dei dati;
  • provenienza dei dati;
  • gruppi potenzialmente svantaggiati;
  • accuratezza;
  • possibilità di errore;
  • spiegabilità;
  • supervisione umana;
  • sicurezza;
  • accessibilità;
  • fornitore;
  • possibilità di contestazione;
  • modalità di sospensione del sistema.

48. Divieti interni

È vietato:

  • utilizzare l’IA per dedurre caratteristiche sensibili senza valido presupposto;
  • caricare dati DEI in strumenti non autorizzati;
  • accettare automaticamente classifiche o punteggi;
  • usare fotografie per inferire personalità, salute, origine o affidabilità;
  • utilizzare dataset non verificati;
  • nascondere l’impiego dell’IA quando la trasparenza è necessaria;
  • delegare all’IA la gestione finale di una segnalazione;
  • generare rappresentazioni discriminatorie intenzionali.

49. Verifica dei bias

La verifica può comprendere:

  • analisi dei dati;
  • test con profili differenti;
  • confronto dei tassi di errore;
  • verifica dei falsi positivi e negativi;
  • analisi delle esclusioni;
  • revisione umana;
  • feedback degli utenti;
  • monitoraggio dopo l’avvio;
  • sospensione in presenza di effetti ingiustificati.

50. Alfabetizzazione in materia di IA

Le persone che utilizzano sistemi IA devono ricevere formazione proporzionata su:

  • funzionamento;
  • limiti;
  • bias;
  • protezione dei dati;
  • proprietà intellettuale;
  • supervisione umana;
  • sicurezza;
  • accessibilità;
  • effetti sulle persone;
  • procedure di segnalazione.

Clienti, fornitori e partner

51. Clienti

Ali Sheta:

  • ascolta esigenze differenti;
  • propone servizi proporzionati;
  • evita supposizioni basate su caratteristiche personali;
  • offre modalità di contatto accessibili;
  • chiarisce responsabilità e limiti;
  • segnala contenuti potenzialmente discriminatori;
  • può rifiutare incarichi incompatibili con dignità, legalità e inclusione.

52. Progetti richiesti dai clienti

Quando un cliente richiede contenuti o funzionalità potenzialmente discriminatorie:

  1. viene identificato il rischio;
  2. viene spiegata la criticità;
  3. viene proposta un’alternativa;
  4. viene richiesta una correzione;
  5. la decisione viene documentata;
  6. il progetto può essere sospeso o rifiutato.

L’approvazione del cliente non elimina automaticamente la responsabilità professionale connessa al progetto.

53. Fornitori

I fornitori strategici possono essere valutati rispetto a:

  • rispetto della normativa;
  • accessibilità;
  • protezione dei dati;
  • condizioni di lavoro;
  • procedure antidiscriminazione;
  • gestione delle segnalazioni;
  • utilizzo dell’IA;
  • inclusività dei prodotti;
  • sicurezza;
  • trasparenza;
  • affidabilità delle certificazioni.

54. Clausole contrattuali

Nei contratti pertinenti possono essere inserite clausole relative a:

  • non discriminazione;
  • molestie;
  • accessibilità;
  • accomodamenti;
  • protezione dei dati;
  • utilizzo dell’IA;
  • correttezza delle rappresentazioni;
  • collaborazione nelle verifiche;
  • segnalazione di incidenti;
  • azioni correttive;
  • risoluzione per violazioni gravi.

55. Partnership e sponsorizzazioni

Prima di comunicare una partnership DEI devono essere verificati:

  • accordo;
  • finalità;
  • durata;
  • ruoli;
  • risultati attesi;
  • autorizzazione all’uso dei loghi;
  • coerenza tra comunicazione e attività effettiva.

Non devono essere suggerite approvazioni o certificazioni inesistenti.

Dati personali e monitoraggio DEI

56. Principio di minimizzazione

I dati relativi alla diversità non devono essere raccolti per semplice curiosità, immagine pubblica o profilazione.

Prima della raccolta devono essere definiti:

  • finalità;
  • necessità;
  • base giuridica;
  • categorie di dati;
  • destinatari;
  • periodo di conservazione;
  • misure di sicurezza;
  • modalità di rendicontazione;
  • possibilità di utilizzare dati anonimi.

57. Questionari volontari

Gli eventuali questionari DEI devono:

  • essere realmente facoltativi;
  • spiegare le finalità;
  • prevedere “preferisco non rispondere”;
  • evitare domande eccessive;
  • utilizzare categorie rispettose;
  • consentire risposte libere quando opportuno;
  • non influenzare incarichi o valutazioni;
  • utilizzare dati aggregati;
  • stabilire una soglia minima per la pubblicazione.

58. Dati anonimi e aggregati

Quando possibile vengono utilizzati dati:

  • anonimi;
  • aggregati;
  • privi di piccoli gruppi identificabili;
  • separati dalle decisioni individuali;
  • protetti da accessi non autorizzati.

Un dato apparentemente aggregato non deve essere pubblicato quando il contesto renda facilmente identificabile la persona.

59. Divieto di profilazione impropria

I dati DEI non devono essere utilizzati per:

  • pubblicità personalizzata non autorizzata;
  • classifiche individuali;
  • decisioni automatizzate;
  • esclusione dai progetti;
  • valutazione della produttività;
  • inferenza di opinioni o condizioni;
  • sorveglianza;
  • comunicazioni pubbliche individuali.

60. Fotografie e testimonianze

Immagini e testimonianze relative a persone appartenenti a gruppi sottorappresentati richiedono:

  • finalità chiara;
  • autorizzazione;
  • informazione sull’utilizzo;
  • possibilità di revoca nei limiti applicabili;
  • protezione della dignità;
  • divieto di uso fuori contesto;
  • durata definita.

Prevenzione delle condotte inappropriate

61. Comportamenti non ammessi

Sono vietati:

  • insulti;
  • battute offensive;
  • commenti sull’aspetto;
  • stereotipi;
  • imitazioni denigratorie;
  • esclusione intenzionale;
  • minacce;
  • molestie;
  • contatti fisici indesiderati;
  • diffusione di immagini offensive;
  • outing;
  • misgendering intenzionale e ripetuto;
  • richieste invasive;
  • discriminazioni nei compensi;
  • ritorsioni;
  • sabotaggio professionale;
  • cyberbullismo;
  • utilizzo discriminatorio dell’IA.

62. Comunicazioni digitali

I principi si applicano anche a:

  • email;
  • chat;
  • videoconferenze;
  • gruppi di lavoro;
  • commenti;
  • social media;
  • strumenti collaborativi;
  • documenti condivisi;
  • messaggi vocali.

Un comportamento digitale non diventa accettabile perché avviene fuori dalla sede o dall’orario ordinario.

63. Relazioni con clienti e utenti

Ali Sheta tutela collaboratori e fornitori anche da comportamenti discriminatori provenienti da clienti o utenti.

In base alla gravità possono essere adottati:

  • richiamo;
  • moderazione;
  • interruzione della comunicazione;
  • cambio del referente;
  • sospensione del servizio;
  • cessazione del rapporto;
  • segnalazione alla piattaforma;
  • coinvolgimento delle autorità.

Segnalazioni e reclami

64. Fatti segnalabili

Possono essere segnalati:

  • discriminazioni;
  • molestie;
  • molestie sessuali;
  • linguaggio offensivo;
  • esclusioni;
  • ritorsioni;
  • problemi di accessibilità;
  • mancata valutazione di un accomodamento;
  • uso improprio di dati;
  • contenuti stereotipati;
  • targeting discriminatorio;
  • utilizzo scorretto dell’IA;
  • false dichiarazioni DEI;
  • violazioni della riservatezza;
  • mancata applicazione della Policy.

65. Canali

Responsabile DEI: dott. Ali Sheta
Email riservata: info@alisheta.it
Referente alternativo: dott. Ali Sheta
Canale accessibile: www.alisheta.it
Canale whistleblowing, se applicabile: https://www.alisheta.it/informativa-policy-whistleblowing/
Contatto privacy: info@alisheta.it

Il normale modulo commerciale non deve essere l’unica modalità disponibile per segnalazioni delicate.

66. Segnalazione anonima

Le segnalazioni anonime possono essere valutate quando sufficientemente circostanziate.

L’anonimato può tuttavia limitare:

  • richieste di chiarimento;
  • comunicazione dell’esito;
  • approfondimenti;
  • attivazione di alcune tutele.

Non devono essere effettuati tentativi non autorizzati di identificazione.

67. Gestione della segnalazione

Il referente:

  1. registra la comunicazione;
  2. verifica urgenza e competenza;
  3. adotta misure di protezione;
  4. tutela la riservatezza;
  5. verifica conflitti di interesse;
  6. ascolta le persone coinvolte;
  7. raccoglie documenti pertinenti;
  8. valuta la necessità di supporto esterno;
  9. definisce l’esito;
  10. dispone azioni correttive;
  11. comunica quanto possibile;
  12. verifica l’assenza di ritorsioni.

68. Conflitto di interesse

Se la segnalazione riguarda il Responsabile DEI o Ali Sheta, la gestione deve essere affidata a:

  • referente alternativo;
  • consulente indipendente;
  • professionista legale;
  • organismo competente eventualmente presente.

69. Riservatezza

L’identità di:

  • segnalante;
  • persona coinvolta;
  • testimoni;
  • persone menzionate;

deve essere conosciuta soltanto da chi ne abbia effettiva necessità.

La riservatezza non impedisce eventuali comunicazioni obbligatorie alle autorità.

70. Tutela della persona coinvolta

La persona segnalata:

  • non è considerata responsabile prima della verifica;
  • deve essere trattata con dignità;
  • può fornire osservazioni;
  • può produrre documenti;
  • deve essere protetta da divulgazioni inutili;
  • non può intimidire il segnalante;
  • deve rispettare le misure temporanee.

71. Divieto di ritorsione

Sono vietate, quando collegate a una segnalazione o richiesta DEI:

  • esclusione dai progetti;
  • riduzione ingiustificata degli incarichi;
  • mancato rinnovo punitivo;
  • isolamento;
  • minacce;
  • molestie;
  • valutazioni artificiosamente negative;
  • diffusione di informazioni;
  • ostacoli alla formazione;
  • azioni legali abusive;
  • pressioni a ritirare la comunicazione.

72. Segnalazioni false

L’infondatezza non dimostra automaticamente malafede.

Possono essere adottate misure soltanto quando venga accertato che la persona abbia deliberatamente:

  • inventato fatti;
  • alterato prove;
  • agito con intento diffamatorio;
  • utilizzato il canale per molestare.

Azioni correttive

73. Misure applicabili

In base alla natura e gravità della criticità possono essere adottati:

  • chiarimento;
  • scuse formali;
  • rimozione di un contenuto;
  • correzione del sito;
  • accomodamento;
  • revisione della procedura;
  • formazione;
  • mediazione, quando appropriata e accettata;
  • limitazione degli accessi;
  • cambio del referente;
  • sospensione di una campagna;
  • rivalutazione di una decisione;
  • revisione dei compensi;
  • sospensione o sostituzione del fornitore;
  • risoluzione del contratto;
  • misura disciplinare;
  • segnalazione all’autorità competente.

La mediazione non deve essere imposta in situazioni di molestia, violenza o forte squilibrio di potere.

74. Correzioni digitali

Le correzioni possono comprendere:

  • aggiornamento del codice;
  • aggiunta di sottotitoli;
  • modifica dei colori;
  • correzione dei testi;
  • sostituzione delle immagini;
  • modifica dei moduli;
  • eliminazione di targeting;
  • sospensione di un algoritmo;
  • revisione dei dati;
  • introduzione di un’alternativa accessibile.

75. Tempi e priorità

Le criticità vengono classificate come:

  • urgenti: rischio per dignità, sicurezza, diritti o accesso essenziale;
  • alte: esclusione significativa o discriminazione;
  • medie: barriera rilevante ma aggirabile temporaneamente;
  • ordinarie: miglioramento programmabile.

La classificazione non deve essere utilizzata per rinviare indefinitamente le correzioni.

Comunicazione e prevenzione del DEI washing

76. Dichiarazioni pubbliche

Ogni dichiarazione su diversità e inclusione deve essere:

  • specifica;
  • documentata;
  • aggiornata;
  • proporzionata;
  • riferita a un perimetro;
  • distinta dagli obiettivi futuri;
  • approvata dal responsabile.

77. Espressioni da evitare senza evidenze

Devono essere evitate affermazioni come:

  • “totalmente inclusivo”;
  • “assenza assoluta di discriminazioni”;
  • “accessibile a tutti”;
  • “azienda certificata DEI”;
  • “perfetta parità”;
  • “zero bias”;
  • “IA completamente imparziale”;
  • “ambiente sicuro per chiunque”.

78. Uso di simboli e certificazioni

Prima di utilizzare un marchio devono essere verificati:

  • soggetto certificato;
  • standard;
  • organismo emittente;
  • validità;
  • perimetro;
  • autorizzazione all’uso;
  • scadenza.

La certificazione di un fornitore o collaboratore non può essere attribuita automaticamente all’attività di Ali Sheta.

Formazione

79. Programma formativo

La formazione può riguardare:

  • principi DEI;
  • discriminazione diretta e indiretta;
  • molestie;
  • bias inconsapevoli;
  • linguaggio inclusivo;
  • accessibilità;
  • disabilità e accomodamenti;
  • selezione equa;
  • rappresentazione visiva;
  • privacy;
  • IA e bias algoritmici;
  • gestione delle segnalazioni;
  • prevenzione delle ritorsioni;
  • comunicazione con clienti e utenti.

80. Destinatari

La formazione viene adattata a:

  • titolare;
  • responsabili;
  • designer;
  • sviluppatori;
  • social media manager;
  • formatori;
  • responsabili marketing;
  • collaboratori;
  • fornitori strategici;
  • persone incaricate della selezione;
  • utilizzatori di sistemi IA.

81. Frequenza

La formazione può essere svolta:

  • durante l’onboarding;
  • almeno periodicamente;
  • all’introduzione di nuovi strumenti;
  • dopo una modifica normativa;
  • dopo una segnalazione;
  • in presenza di criticità;
  • prima di campagne particolarmente sensibili.

Monitoraggio e misurazione

82. Piano annuale DEI

Il Piano può contenere:

  • aree prioritarie;
  • ostacoli rilevati;
  • stakeholder;
  • obiettivi;
  • attività;
  • responsabili;
  • budget;
  • indicatori;
  • fonti;
  • scadenze;
  • rischi;
  • misure correttive.

83. Indicatori

Possono essere monitorati:

  • siti verificati per accessibilità;
  • segnalazioni ricevute;
  • tempi di risposta;
  • problemi corretti;
  • richieste di accomodamento;
  • accomodamenti accolti;
  • formazione svolta;
  • partecipazione;
  • campagne sottoposte a verifica;
  • sistemi IA analizzati;
  • fornitori valutati;
  • contenuti aggiornati;
  • feedback degli utenti.

Gli indicatori non devono trasformarsi in classificazioni delle persone.

84. Indicatori non sufficienti

Non costituiscono, da soli, prova di inclusione:

  • numero di immagini con persone diverse;
  • numero di slogan DEI;
  • percentuale non contestualizzata di un singolo gruppo;
  • quantità di post pubblicati;
  • possesso di una Policy;
  • partecipazione a una giornata celebrativa;
  • utilizzo di colori o simboli.

85. Qualità dei dati

I dati utilizzati devono essere:

  • pertinenti;
  • accurati;
  • protetti;
  • aggiornati;
  • contestualizzati;
  • accompagnati da limiti;
  • raccolti con metodologia documentata.

86. Rendicontazione

L’eventuale relazione DEI deve distinguere:

  • impegni;
  • attività realizzate;
  • risultati;
  • indicatori;
  • criticità;
  • segnalazioni aggregate;
  • obiettivi non raggiunti;
  • azioni correttive;
  • obiettivi futuri;
  • limiti dei dati.

Non devono essere pubblicati dati capaci di identificare direttamente o indirettamente persone specifiche.

Pubblicazione e revisione

87. Pubblicazione

La Policy può essere:

  • pubblicata su www.alisheta.it;
  • richiamata negli altri siti gestiti;
  • condivisa con collaboratori;
  • allegata ai contratti;
  • presentata ai fornitori;
  • collegata alla pagina accessibilità;
  • utilizzata durante onboarding e formazione.

88. Coordinamento

La Policy deve essere coordinata con:

  • Codice etico;
  • Privacy Policy;
  • Cookie Policy;
  • dichiarazione di accessibilità;
  • Policy sull’intelligenza artificiale;
  • Policy sulla formazione;
  • Policy sul work-life balance;
  • Policy whistleblowing;
  • Policy di sostenibilità;
  • procedure di sicurezza informatica;
  • condizioni contrattuali.

89. Revisione

La Policy viene riesaminata:

  • almeno una volta all’anno;
  • in caso di modifiche normative;
  • all’introduzione di nuovi siti o servizi;
  • all’utilizzo di nuovi sistemi IA;
  • dopo segnalazioni rilevanti;
  • in presenza di problemi di accessibilità;
  • quando cambia l’organizzazione;
  • in caso di nuove partnership;
  • prima di dichiarazioni pubbliche rilevanti;
  • quando gli indicatori mostrano risultati insufficienti.

La pubblicazione non sostituisce l’effettiva erogazione della formazione prevista.

Il rispetto del Codice costituisce parte integrante dei rapporti professionali e commerciali.

90. Impegno Finale

AliSheta® si impegna a creare prodotti che rappresentino l'eccellenza del design italiano, coniugando innovazione, sostenibilità, qualità e responsabilità. Ogni scelta aziendale è orientata alla creazione di valore per i clienti, alla tutela dell'ambiente e alla crescita delle persone, nel rispetto dei più elevati standard etici.

Dichiarazione di Impegno

"In AliSheta® crediamo che il vero design nasca dall'incontro tra creatività, innovazione e responsabilità. Ogni prodotto che realizziamo è progettato per durare, ispirare e migliorare la vita delle persone, valorizzando il Made in Italy e contribuendo a un futuro più sostenibile, inclusivo e orientato all'eccellenza."

Approvato da: AliSheta®

Luogo e data: Pordenone, 22/07/2026

Firma del Legale Rappresentante

AliSheta®

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