Informativa sull'impatto sociale
INFORMATIVA SULLA TUTELA DEI DATI PERSONALI (INFORMATIVA SULL'IMPATTO SOCIALE) UTENTI SITO
AliSheta®
Made in Italy • Design • Innovazione • Eccellenza • Sostenibilità
1. Premessa
Ali Sheta riconosce che design, marketing, comunicazione, formazione, progettazione web, intelligenza artificiale, IoT, domotica, Smart Cities e servizi digitali possono generare effetti rilevanti sulle persone, sulle imprese e sulle comunità.
Tali attività possono contribuire positivamente a:
- migliorare l’accesso alle informazioni;
- sviluppare competenze;
- ridurre il divario digitale;
- rendere più accessibili prodotti e servizi;
- sostenere imprese, professionisti e attività locali;
- valorizzare territori e patrimonio culturale;
- promuovere innovazione responsabile;
- favorire inclusione e partecipazione;
- migliorare la qualità dei servizi pubblici e privati.
Le stesse attività possono tuttavia produrre effetti negativi, come:
- esclusione digitale;
- discriminazioni;
- comunicazioni manipolative;
- perdita di privacy;
- profilazione indebita;
- diffusione di informazioni inesatte;
- dipendenza da tecnologie non accessibili;
- utilizzo scorretto dell’intelligenza artificiale;
- rappresentazioni stereotipate;
- riduzione dell’autonomia delle persone.
La presente Policy stabilisce quindi un sistema per identificare, prevenire, misurare e migliorare gli effetti sociali delle attività professionali.
2. Finalità
La Policy persegue le seguenti finalità:
- integrare l’impatto sociale nella progettazione dei servizi;
- identificare persone e comunità interessate;
- comprendere bisogni e ostacoli;
- prevenire effetti negativi;
- promuovere accessibilità e inclusione;
- sostenere formazione e competenze digitali;
- contribuire alla crescita delle realtà locali;
- sviluppare progetti utili per scuole, enti e associazioni;
- tutelare lavoratori e collaboratori;
- utilizzare responsabilmente dati e intelligenza artificiale;
- selezionare fornitori e partner affidabili;
- definire obiettivi concreti e indicatori;
- valutare risultati e cambiamenti prodotti;
- comunicare l’impatto in modo trasparente;
- prevenire social washing e impact washing;
- garantire la possibilità di presentare reclami e segnalazioni;
- promuovere il miglioramento continuo.
3. Natura della Policy
La presente Policy:
- contiene impegni volontari e richiami a obblighi normativi;
- non modifica automaticamente contratti o rapporti professionali;
- non garantisce la realizzazione di ogni iniziativa proposta;
- non dimostra, da sola, un impatto positivo;
- non rende automaticamente sociale o inclusivo ogni progetto;
- non consente di attribuire all’intera attività i risultati di una singola iniziativa;
- non autorizza l’utilizzo di marchi o certificazioni non conseguiti;
- non consente di presentare obiettivi futuri come risultati raggiunti;
- viene applicata secondo proporzionalità, materialità e disponibilità delle risorse;
- deve essere accompagnata da responsabilità, azioni, indicatori e verifiche.
4. Ambito di applicazione
La Policy si applica, per quanto pertinente, a:
- www.alisheta.it;
- eventuali ulteriori siti gestiti o riconducibili ad Ali Sheta;
- landing page;
- siti vetrina;
- e-commerce;
- applicazioni e piattaforme;
- servizi di web design;
- marketing e comunicazione;
- social media;
- pubblicità digitale;
- branding;
- formazione online e in presenza;
- progettazione grafica, 2D e 3D;
- rendering;
- virtual tour;
- intelligenza artificiale;
- automazioni;
- IoT e domotica;
- progetti per Smart Cities;
- collaborazioni con aziende, scuole, enti e associazioni;
- eventi, workshop e iniziative territoriali;
- eventuali attività agevolate, gratuite o pro bono;
- rapporti con clienti, collaboratori, fornitori e partner.
5. Destinatari
La Policy riguarda, secondo la natura del rapporto:
- Ali Sheta;
- eventuali dipendenti;
- collaboratori;
- consulenti;
- freelance;
- tirocinanti;
- formatori;
- responsabili di progetto;
- fornitori;
- partner;
- clienti;
- utenti dei siti;
- partecipanti a corsi ed eventi;
- beneficiari dei progetti;
- organizzazioni territoriali.
I principi rilevanti possono essere richiamati nei contratti e negli accordi di collaborazione.
Definizioni
6. Impatto sociale
Cambiamento positivo o negativo, previsto o imprevisto, diretto o indiretto, generato o influenzato da un’attività sulle persone, sulle organizzazioni o sulle comunità.
7. Input
Risorse impiegate per realizzare un’attività, come:
- tempo;
- competenze;
- denaro;
- software;
- attrezzature;
- materiali;
- collaborazioni;
- spazi.
8. Attività
Azioni realizzate attraverso le risorse disponibili, come un corso, un sito accessibile o un progetto territoriale.
9. Output
Risultato immediato e quantitativamente osservabile, come:
- numero di corsi;
- ore erogate;
- persone coinvolte;
- siti realizzati;
- materiali distribuiti;
- organizzazioni supportate.
10. Outcome
Cambiamento osservabile prodotto nel breve o medio periodo, come:
- aumento delle competenze;
- maggiore accessibilità;
- miglioramento della visibilità;
- aumento dell’autonomia digitale;
- accesso più semplice a un servizio.
11. Impatto
Cambiamento di più lungo periodo al quale l’attività ha contribuito, considerando anche altri fattori esterni.
12. Beneficiario
Persona, gruppo o organizzazione che riceve un beneficio diretto o indiretto da un’attività.
13. Stakeholder
Soggetto che influenza un progetto o che può essere interessato dai suoi effetti.
14. Materialità
Rilevanza di un tema rispetto agli effetti dell’attività, ai rischi e alle aspettative legittime degli stakeholder.
15. Teoria del cambiamento
Rappresentazione del rapporto logico tra bisogno, risorse, attività, risultati immediati, cambiamenti attesi e impatto.
16. Addizionalità
Beneficio prodotto in più rispetto a ciò che sarebbe probabilmente accaduto senza il progetto.
17. Attribuzione
Quota del cambiamento che può essere ragionevolmente collegata all’attività svolta.
18. Contributo
Ruolo svolto dal progetto all’interno di un cambiamento prodotto anche da altri soggetti o fattori.
19. Effetto negativo
Conseguenza sfavorevole prodotta o favorita da un’attività, anche quando il progetto abbia finalità positive.
20. Social washing
Comunicazione che rappresenta l’impegno sociale di un soggetto come più ampio, efficace o verificato di quanto dimostrabile.
21. Impact washing
Utilizzo del concetto di impatto per promuovere attività prive di obiettivi, misurazioni o risultati adeguatamente documentati.
Quadro strategico e normativo
22. Valutazione dell’impatto sociale
Il Codice del Terzo settore definisce la valutazione dell’impatto sociale come una valutazione qualitativa e quantitativa, di breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento. Le Linee guida ministeriali del 23 luglio 2019 disciplinano i sistemi di valutazione per gli Enti del Terzo settore.
Qualora Ali Sheta non operi come Ente del Terzo settore, tali Linee guida possono essere utilizzate come riferimento metodologico volontario, senza dichiararne un’applicabilità obbligatoria.
23. Protezione dei dati
La raccolta di dati per valutare l’impatto deve rispettare i principi del GDPR, tra cui liceità, trasparenza, minimizzazione, limitazione della conservazione e protezione dei dati fin dalla progettazione.
24. Accessibilità
Il Decreto legislativo n. 82/2022 disciplina i requisiti di accessibilità per determinate categorie di prodotti e servizi forniti dal 28 giugno 2025, compresi, nel relativo perimetro, alcuni servizi di commercio elettronico. L’applicabilità concreta deve essere verificata rispetto al servizio, all’operatore e alle eventuali esclusioni.
25. Pari opportunità e non discriminazione
La disciplina italiana vieta discriminazioni in materia di occupazione e condizioni di lavoro fondate, tra l’altro, su religione, convinzioni personali, disabilità, età e orientamento sessuale. Il Codice delle pari opportunità disciplina inoltre la parità tra donne e uomini, anche nell’accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionale.
La Legge n. 67/2006 prevede specifici strumenti di tutela per le persone con disabilità vittime di discriminazioni, mentre il Decreto legislativo n. 62/2024 disciplina, tra gli altri aspetti, l’accomodamento ragionevole.
26. Intelligenza artificiale
Il Regolamento UE 2024/1689 stabilisce un quadro basato sul rischio per lo sviluppo e l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale. Tra gli utilizzi che possono rientrare nel regime dei sistemi ad alto rischio figurano, alle condizioni previste dal Regolamento, alcuni sistemi utilizzati nell’occupazione, nella selezione e nella gestione dei lavoratori.
27. Whistleblowing
Il Decreto legislativo n. 24/2023 disciplina la protezione delle persone che segnalano determinate violazioni conosciute in un contesto lavorativo pubblico o privato. La sua applicabilità deve essere verificata in relazione alle caratteristiche dell’organizzazione.
28. Comunicazioni commerciali
Le affermazioni relative a benefici sociali, inclusione, accessibilità o impatto devono rispettare il Codice del consumo e non devono indurre il pubblico in errore sulle caratteristiche, sui risultati o sulla portata effettiva del servizio. Il testo del Codice del consumo risulta aggiornato con gli interventi normativi pubblicati fino al 2026.
Principi fondamentali
29. Centralità della persona
Le persone non devono essere considerate esclusivamente come:
- utenti;
- consumatori;
- dati;
- destinatari pubblicitari;
- profili;
- beneficiari passivi.
Devono essere riconosciute come soggetti dotati di dignità, diritti, capacità di scelta ed esigenze differenti.
30. Non arrecare danno
Prima di perseguire un beneficio deve essere valutata la possibilità che il progetto produca:
- esclusioni;
- discriminazioni;
- perdita di autonomia;
- violazioni della privacy;
- dipendenza tecnologica;
- disinformazione;
- pressioni commerciali;
- effetti economici negativi;
- rischi per gruppi vulnerabili.
31. Partecipazione
Quando possibile, le persone interessate devono poter contribuire:
- alla definizione dei bisogni;
- alla progettazione;
- alla sperimentazione;
- alla valutazione;
- alla revisione del servizio.
32. Equità
Le risorse e le opportunità devono essere distribuite considerando anche gli ostacoli specifici incontrati dalle persone, e non soltanto mediante un trattamento formalmente identico.
33. Accessibilità
Prodotti, servizi e informazioni devono essere progettati per essere utilizzabili dal maggior numero possibile di persone.
34. Inclusione
Le attività devono evitare esclusioni basate su caratteristiche personali, condizioni economiche, competenze digitali o disponibilità tecnologica.
35. Autonomia
Le tecnologie devono sostenere e non sostituire indebitamente la capacità delle persone di comprendere, scegliere e contestare.
36. Trasparenza
Devono essere comunicati chiaramente:
- finalità;
- destinatari;
- attività;
- risultati;
- fonti;
- metodologia;
- limiti;
- effetti negativi;
- obiettivi futuri.
37. Proporzionalità
La misurazione deve essere adeguata alle dimensioni e alla complessità del progetto, senza produrre costi o raccolte di dati sproporzionati.
38. Prudenza nelle dichiarazioni
L’esistenza di un’attività sociale non consente automaticamente di dichiarare un impatto.
39. Miglioramento continuo
Risultati, reclami, errori e osservazioni devono produrre correzioni concrete.
Stakeholder
40. Individuazione degli stakeholder
Gli stakeholder possono comprendere:
- clienti;
- utenti;
- lavoratori e collaboratori;
- fornitori;
- professionisti;
- aziende;
- negozi;
- scuole;
- università;
- enti pubblici;
- associazioni;
- organizzazioni del Terzo settore;
- studenti;
- giovani;
- persone anziane;
- persone con disabilità;
- famiglie;
- persone con basse competenze digitali;
- comunità territoriali;
- partner tecnologici;
- consumatori;
- generazioni future.
41. Mappatura
Per ciascuna categoria vengono valutati:
- bisogni;
- aspettative;
- possibili benefici;
- possibili danni;
- grado di influenza;
- livello di vulnerabilità;
- modalità di coinvolgimento;
- canali di comunicazione;
- misure di tutela.
42. Gruppi potenzialmente vulnerabili
Particolare attenzione deve essere dedicata, secondo il progetto, a:
- minori;
- persone anziane;
- persone con disabilità;
- persone con limitate competenze digitali;
- persone in difficoltà economica;
- disoccupati;
- studenti;
- persone che non parlano fluentemente la lingua utilizzata;
- piccoli operatori economici;
- persone esposte a discriminazione;
- utenti dipendenti da servizi essenziali.
La qualifica di vulnerabilità non deve essere utilizzata per ridurre l’autonomia o giustificare pratiche paternalistiche.
Aree prioritarie di impatto sociale
43. Accessibilità digitale
Ali Sheta promuove:
- struttura semantica dei siti;
- navigazione tramite tastiera;
- contrasto adeguato;
- leggibilità;
- testi alternativi;
- sottotitoli;
- trascrizioni;
- moduli comprensibili;
- messaggi di errore chiari;
- compatibilità con tecnologie assistive;
- documenti accessibili;
- verifiche tecniche e manuali;
- manutenzione dell’accessibilità.
Gli obblighi e le responsabilità devono essere definiti nel contratto con il cliente.
44. Riduzione del divario digitale
Le iniziative possono includere:
- formazione di base;
- guide semplici;
- assistenza iniziale;
- interfacce intuitive;
- alternative al canale digitale;
- supporto per smartphone e dispositivi meno recenti;
- riduzione dei passaggi non necessari;
- linguaggio comprensibile;
- accompagnamento all’utilizzo dei servizi;
- programmi agevolati per destinatari selezionati.
45. Formazione e competenze
Ali Sheta può sviluppare programmi in materia di:
- alfabetizzazione digitale;
- informatica;
- design;
- marketing;
- social media;
- web design;
- e-commerce;
- sicurezza informatica;
- accessibilità;
- sostenibilità;
- economia circolare;
- intelligenza artificiale;
- IoT;
- domotica;
- Smart Cities;
- progettazione 2D e 3D.
Ogni programma deve indicare chiaramente:
- destinatari;
- obiettivi;
- durata;
- programma;
- metodologia;
- prerequisiti;
- costi;
- modalità;
- accessibilità;
- criterio di verifica;
- valore dell’attestato.
Non devono essere garantiti occupazione, guadagni o risultati professionali certi.
46. Opportunità per giovani e studenti
Le attività possono comprendere:
- orientamento;
- laboratori;
- testimonianze;
- visite;
- progetti scolastici;
- tutoraggio;
- sviluppo del portfolio;
- introduzione alle competenze digitali;
- educazione all’uso responsabile dell’IA;
- collaborazione con scuole e università.
Eventuali tirocini devono avere obiettivi formativi reali e non sostituire impropriamente rapporti di lavoro.
47. Supporto a scuole ed enti
I progetti possono riguardare:
- siti accessibili;
- formazione;
- digitalizzazione;
- comunicazione istituzionale;
- campagne informative;
- gestione di eventi;
- virtual tour;
- strumenti didattici;
- innovazione dei servizi;
- supporto all’orientamento.
Ruoli, responsabilità, dati trattati e risultati attesi devono essere formalizzati.
48. Sostegno alle imprese e ai professionisti
L’impatto può derivare da:
- miglioramento della presenza digitale;
- accesso a nuovi mercati;
- formazione;
- strumenti di gestione;
- automazione responsabile;
- riduzione delle inefficienze;
- miglioramento dell’esperienza del cliente;
- accessibilità dei servizi;
- supporto alla continuità operativa;
- valorizzazione del Made in Italy.
Le metriche commerciali devono essere distinte dagli indicatori di impatto sociale.
49. Attività locali e territorio
Ali Sheta può contribuire attraverso:
- promozione delle attività locali;
- progetti per negozi e artigiani;
- valorizzazione culturale;
- comunicazione turistica;
- virtual tour;
- collaborazione con associazioni;
- utilizzo di fornitori locali;
- sostegno a eventi territoriali;
- promozione di reti professionali;
- supporto alla digitalizzazione delle piccole realtà.
50. Inclusione economica
Quando sostenibile, possono essere previste:
- tariffe agevolate;
- rateizzazioni trasparenti;
- pacchetti essenziali;
- servizi pro bono;
- formazione gratuita;
- materiali liberamente accessibili;
- consulenze introduttive;
- risorse condivise.
I criteri di accesso devono essere definiti e non discriminatori.
51. Servizi pro bono
Un progetto pro bono deve indicare:
- beneficiario;
- bisogno;
- attività incluse;
- valore indicativo delle risorse;
- durata;
- responsabilità;
- risultati attesi;
- costi esclusi;
- manutenzione successiva;
- proprietà dei materiali;
- trattamento dei dati.
La gratuità non deve comportare minore qualità, minore tutela o utilizzo pubblicitario non concordato del beneficiario.
52. Donazioni
Prima di una donazione devono essere verificati:
- soggetto destinatario;
- finalità;
- modalità;
- tracciabilità;
- eventuali vincoli;
- documentazione;
- autorizzazione alla comunicazione;
- assenza di conflitti di interesse.
Una donazione non deve essere presentata come prova dell’impatto complessivo dell’attività.
53. Volontariato professionale
Le attività di volontariato possono includere:
- formazione;
- mentoring;
- progettazione;
- assistenza digitale;
- supporto alla comunicazione;
- partecipazione a eventi.
Devono essere definiti:
- natura volontaria;
- organizzazione;
- coperture applicabili;
- responsabilità;
- sicurezza;
- protezione dei dati;
- proprietà intellettuale;
- registrazione delle ore.
54. Partnership sociali
Le collaborazioni con scuole, enti, associazioni e organizzazioni sociali devono indicare:
- obiettivo comune;
- destinatari;
- ruoli;
- attività;
- durata;
- risorse;
- indicatori;
- trattamento dei dati;
- proprietà dei materiali;
- autorizzazione all’uso dei loghi;
- modalità di comunicazione;
- procedura di uscita.
Lavoro e collaborazioni
55. Lavoro dignitoso
Qualora siano presenti lavoratori o collaboratori, Ali Sheta promuove:
- rapporti regolari;
- contratti chiari;
- compensi trasparenti;
- condizioni sicure;
- rispetto della dignità;
- pari opportunità;
- formazione;
- gestione sostenibile dei carichi;
- prevenzione delle molestie;
- diritto alla disconnessione;
- gestione riservata delle segnalazioni.
56. Selezione
Le decisioni devono basarsi su:
- competenze;
- esperienza;
- requisiti del ruolo;
- risultati;
- potenziale;
- disponibilità;
- necessità organizzative.
Devono essere evitati criteri personali non pertinenti.
57. Sviluppo professionale
L’impatto interno può essere favorito mediante:
- onboarding;
- affiancamento;
- formazione;
- mentoring;
- feedback;
- piani di sviluppo;
- condivisione delle conoscenze;
- accesso equo ai progetti;
- aggiornamento sulle nuove tecnologie.
58. Benessere organizzativo
Vengono promossi:
- pianificazione realistica;
- rispetto dei tempi;
- pause;
- prevenzione del sovraccarico;
- riunioni organizzate;
- flessibilità compatibile con le attività;
- ascolto;
- gestione dei conflitti;
- prevenzione delle ritorsioni;
- equilibrio tra vita personale e professionale.
Marketing e comunicazione responsabili
59. Principi
Le attività di comunicazione devono essere:
- veritiere;
- comprensibili;
- accessibili;
- rispettose;
- non discriminatorie;
- riconoscibili come pubblicitarie;
- supportate da fonti;
- proporzionate;
- prive di manipolazioni indebite.
60. Gruppi vulnerabili
Non devono essere sfruttati:
- paura;
- solitudine;
- difficoltà economiche;
- inesperienza;
- condizioni di salute;
- età;
- disabilità;
- bassa alfabetizzazione digitale;
- pressione sociale;
- emergenze.
61. Recensioni e testimonianze
Le testimonianze devono essere:
- autentiche;
- autorizzate;
- non acquistate o falsificate;
- non modificate in modo ingannevole;
- rispettose della privacy;
- presentate nel corretto contesto.
62. Targeting
Il targeting pubblicitario non deve:
- discriminare;
- utilizzare illecitamente dati sensibili;
- escludere gruppi in modo ingiustificato;
- sfruttare vulnerabilità;
- dedurre condizioni personali non pertinenti;
- creare differenze di trattamento ingiuste.
63. Rappresentazione delle persone
Fotografie, illustrazioni e contenuti generati con IA devono evitare:
- stereotipi;
- tokenismo;
- caricature;
- rappresentazioni degradanti;
- associazioni automatiche tra gruppi e ruoli;
- immagini di beneficiari utilizzate senza consenso;
- rappresentazioni false di attività sociali mai svolte.
Protezione dei dati e misurazione
64. Dati sull’impatto
Possono essere raccolti:
- numero dei partecipanti;
- ore di attività;
- utilizzo dei servizi;
- grado di completamento;
- feedback;
- accessibilità;
- competenze acquisite;
- cambiamenti organizzativi;
- risultati dei progetti.
La raccolta deve essere limitata a quanto necessario.
65. Dati sensibili
Non devono essere raccolti senza uno specifico e valido presupposto dati relativi a:
- salute;
- disabilità;
- origine razziale o etnica;
- religione;
- opinioni politiche;
- appartenenza sindacale;
- orientamento sessuale;
- altre categorie particolari.
66. Questionari
I questionari devono:
- spiegare la finalità;
- indicare la durata;
- essere accessibili;
- evitare domande non necessarie;
- prevedere la possibilità di non rispondere;
- distinguere risposte obbligatorie e facoltative;
- indicare il trattamento dei dati;
- utilizzare risultati aggregati quando possibile.
67. Anonimizzazione e aggregazione
Quando possibile devono essere utilizzati dati:
- anonimi;
- pseudonimizzati;
- aggregati;
- separati dai dati commerciali;
- privi di piccoli gruppi facilmente identificabili.
68. Fotografie e storie personali
L’utilizzo di immagini o storie dei beneficiari richiede:
- informazione chiara;
- autorizzazione;
- finalità determinata;
- durata;
- canali di pubblicazione;
- divieto di utilizzo fuori contesto;
- tutela della dignità;
- possibilità di revoca nei limiti applicabili.
Il consenso alla fotografia non deve essere condizione per ricevere il beneficio, salvo effettiva necessità del progetto.
Intelligenza artificiale e impatto sociale
69. Valutazione preventiva
Prima dell’utilizzo di un sistema IA vengono valutati:
- finalità;
- necessità;
- persone interessate;
- dati utilizzati;
- possibilità di errore;
- discriminazioni;
- accessibilità;
- sicurezza;
- privacy;
- trasparenza;
- supervisione umana;
- possibilità di contestazione;
- dipendenza dal fornitore;
- effetti sulla qualità del lavoro;
- conseguenze sui destinatari.
70. Utilizzi sensibili
Particolare attenzione è richiesta quando l’IA supporta:
- selezione;
- valutazione di persone;
- assegnazione di opportunità;
- profilazione;
- personalizzazione dei prezzi;
- moderazione;
- accesso a servizi;
- formazione;
- assistenza a persone fragili;
- comunicazioni politiche o sociali;
- analisi delle prestazioni.
71. Supervisione umana
La supervisione deve essere:
- effettiva;
- competente;
- documentata;
- dotata del potere di correggere;
- indipendente dall’accettazione automatica dell’output;
- accompagnata da formazione.
72. Divieti interni
È vietato:
- utilizzare l’IA per dedurre caratteristiche sensibili senza valido presupposto;
- caricare dati riservati in strumenti non autorizzati;
- utilizzare automaticamente punteggi per decisioni rilevanti;
- presentare output sintetici come testimonianze reali;
- creare falsi beneficiari;
- alterare risultati;
- nascondere errori noti;
- attribuire all’IA una neutralità non dimostrata.
73. Impatto sul lavoro
L’introduzione dell’IA deve considerare:
- modifica delle mansioni;
- competenze necessarie;
- carico cognitivo;
- autonomia;
- qualità;
- rischio di controllo eccessivo;
- necessità di riqualificazione;
- sicurezza;
- responsabilità finale.
IoT, domotica e Smart Cities
74. Principi sociali
I progetti devono considerare:
- utilità reale;
- accessibilità;
- sicurezza;
- protezione dei dati;
- continuità del servizio;
- interoperabilità;
- autonomia delle persone;
- costi di utilizzo;
- manutenzione;
- possibilità di funzionamento alternativo;
- rischio di esclusione.
75. Persone anziane e con disabilità
Le soluzioni non devono:
- sostituire indebitamente il contatto umano;
- imporre interfacce non utilizzabili;
- raccogliere dati eccessivi;
- dipendere esclusivamente da smartphone;
- essere prive di assistenza;
- creare rischi in caso di malfunzionamento.
76. Servizi urbani
Nei progetti Smart Cities devono essere valutati:
- accesso equo;
- copertura territoriale;
- trasparenza;
- sicurezza;
- tutela dei dati;
- impatto sui quartieri;
- alternative non digitali;
- consultazione della comunità;
- rischio di sorveglianza;
- gestione dei malfunzionamenti.
Metodologia di valutazione
77. Teoria del cambiamento
Per i progetti rilevanti deve essere definita una sequenza comprendente:
- bisogno;
- destinatari;
- cause del problema;
- risorse;
- attività;
- output;
- outcome;
- impatto atteso;
- condizioni esterne;
- rischi;
- effetti negativi;
- indicatori.
78. Valore iniziale
Prima dell’attività, quando possibile, viene definito un valore iniziale relativo a:
- competenze;
- accessibilità;
- utilizzo del servizio;
- visibilità;
- partecipazione;
- soddisfazione;
- autonomia;
- efficienza;
- altri aspetti pertinenti.
Senza un valore iniziale, le conclusioni sul cambiamento devono essere formulate con maggiore prudenza.
79. Output e outcome
Esempio:
- Output: 20 persone hanno partecipato a un corso;
- Outcome: 15 persone hanno migliorato una competenza verificata;
- Impatto: alcune persone hanno utilizzato la competenza per accedere a nuove opportunità.
Il numero dei partecipanti non deve essere presentato automaticamente come impatto.
80. Attribuzione e contributo
Quando altri soggetti hanno contribuito al risultato, la comunicazione deve riconoscere:
- ruolo dei partner;
- condizioni esterne;
- azioni dei beneficiari;
- programmi pubblici;
- altri fornitori;
- fattori economici e sociali.
Deve essere preferita la formula “ha contribuito a” quando non è possibile dimostrare un rapporto causale esclusivo.
81. Addizionalità
La valutazione considera cosa sarebbe probabilmente accaduto:
- senza il progetto;
- con un servizio ordinario;
- tramite altri operatori;
- attraverso iniziative già disponibili.
82. Effetti negativi
Devono essere registrati anche:
- abbandoni;
- esclusioni;
- difficoltà di utilizzo;
- reclami;
- problemi di accessibilità;
- effetti discriminatori;
- perdita di dati;
- sovraccarico;
- aumento dei costi;
- dipendenza tecnologica;
- aspettative non soddisfatte.
83. Effetti imprevisti
Gli effetti positivi o negativi non previsti devono essere:
- documentati;
- analizzati;
- comunicati quando rilevanti;
- considerati nei progetti successivi.
84. Orizzonte temporale
Gli indicatori possono essere rilevati:
- durante l’attività;
- alla conclusione;
- dopo tre mesi;
- dopo sei mesi;
- dopo dodici mesi;
- secondo un diverso periodo motivato.
Indicatori
85. Indicatori quantitativi
Possono comprendere:
- persone coinvolte;
- ore di formazione;
- corsi completati;
- siti accessibili;
- problemi corretti;
- organizzazioni supportate;
- progetti agevolati;
- ore pro bono;
- partnership;
- materiali accessibili;
- utenti dei servizi;
- reclami;
- segnalazioni;
- tempi di risposta;
- fornitori valutati.
86. Indicatori qualitativi
Possono comprendere:
- qualità percepita;
- aumento dell’autonomia;
- miglioramento delle competenze;
- riduzione delle barriere;
- fiducia;
- inclusione;
- partecipazione;
- cambiamenti organizzativi;
- qualità della relazione;
- capacità di utilizzare il servizio.
87. Indicatori di accessibilità
Possono includere:
- pagine verificate;
- errori individuati;
- errori corretti;
- moduli accessibili;
- video sottotitolati;
- documenti adeguati;
- segnalazioni ricevute;
- tempo medio di correzione;
- alternative fornite.
88. Indicatori di formazione
Possono includere:
- iscrizioni;
- partecipazione;
- completamento;
- apprendimento;
- applicazione;
- abbandono;
- soddisfazione;
- accessibilità;
- utilizzo successivo delle competenze.
89. Indicatori territoriali
Possono comprendere:
- organizzazioni locali coinvolte;
- fornitori locali utilizzati;
- iniziative territoriali;
- attività supportate;
- collaborazioni;
- partecipanti del territorio;
- continuità delle partnership.
90. Limiti degli indicatori
Non costituiscono, da soli, prova di impatto:
- numero di follower;
- visualizzazioni;
- “mi piace”;
- impression;
- numero di post;
- numero di loghi partner;
- numero di ore;
- valore economico stimato di un’attività gratuita;
- presenza di una Policy;
- utilizzo della parola “sociale”.
Piano annuale e gestione dei progetti
91. Piano annuale di impatto sociale
Il Piano deve contenere:
- aree prioritarie;
- stakeholder;
- bisogni;
- obiettivi;
- attività;
- responsabili;
- budget;
- indicatori;
- valore iniziale;
- risultati attesi;
- fonti;
- rischi;
- effetti negativi;
- scadenze;
- verifiche;
- azioni correttive.
92. Selezione delle iniziative
Le iniziative vengono valutate in base a:
- rilevanza del bisogno;
- coerenza con le competenze;
- numero e condizione dei destinatari;
- fattibilità;
- risorse;
- sostenibilità futura;
- possibilità di misurazione;
- rischio di effetti negativi;
- collaborazione richiesta;
- disponibilità di servizi alternativi.
93. Approvazione del progetto
Prima dell’avvio devono essere definiti:
- responsabile;
- obiettivo;
- beneficiari;
- attività;
- costi;
- contratto o accordo;
- trattamento dei dati;
- accessibilità;
- indicatori;
- proprietà dei materiali;
- comunicazione;
- modalità di conclusione.
94. Monitoraggio
Durante il progetto vengono verificati:
- avanzamento;
- partecipazione;
- costi;
- qualità;
- accessibilità;
- reclami;
- rischi;
- effetti imprevisti;
- dati raccolti;
- rispetto delle scadenze.
95. Chiusura
La chiusura deve comprendere:
- verifica delle attività;
- confronto tra risultati attesi ed effettivi;
- feedback degli stakeholder;
- problemi emersi;
- effetti negativi;
- materiali consegnati;
- trattamento dei dati;
- lezioni apprese;
- eventuale follow-up.
Fornitori e partner
96. Valutazione dei fornitori
I fornitori strategici possono essere valutati rispetto a:
- legalità;
- condizioni di lavoro;
- non discriminazione;
- accessibilità;
- protezione dei dati;
- sicurezza;
- utilizzo dell’IA;
- gestione delle segnalazioni;
- trasparenza;
- continuità del servizio;
- impatto territoriale;
- certificazioni verificabili.
97. Clausole contrattuali
Nei contratti pertinenti possono essere inserite clausole relative a:
- tutela delle persone;
- non discriminazione;
- accessibilità;
- privacy;
- sicurezza;
- utilizzo dell’IA;
- veridicità dei dati;
- gestione dei reclami;
- collaborazione nella misurazione;
- comunicazione degli incidenti;
- azioni correttive;
- utilizzo dei loghi;
- riservatezza.
98. Conflitti di interesse
Devono essere dichiarati eventuali rapporti capaci di influenzare:
- selezione del beneficiario;
- assegnazione di risorse;
- scelta del fornitore;
- misurazione dei risultati;
- approvazione delle comunicazioni;
- gestione dei reclami.
Comunicazione dell’impatto
99. Principi
Ogni dichiarazione deve essere:
- specifica;
- documentata;
- aggiornata;
- comprensibile;
- proporzionata;
- riferita a un periodo;
- riferita a un perimetro;
- accompagnata dai limiti;
- distinta dagli obiettivi futuri.
100. Formulazioni corrette
Sono preferibili espressioni come:
- “Il progetto ha coinvolto…”;
- “Il programma ha contribuito a…”;
- “Secondo il questionario somministrato…”;
- “Nel periodo indicato…”;
- “Nel perimetro del progetto…”;
- “Il risultato è una stima basata su…”;
- “Non è stato possibile misurare…”.
101. Formulazioni da evitare
Devono essere evitate, senza evidenze adeguate:
- “impatto garantito”;
- “cambiamento certo”;
- “servizio completamente inclusivo”;
- “accessibile a tutti”;
- “nessuna persona esclusa”;
- “ha risolto il divario digitale”;
- “azienda ad alto impatto sociale”;
- “progetto che cambia la vita”;
- “zero discriminazioni”;
- “IA totalmente imparziale”.
102. Prevenzione del social washing
È vietato:
- presentare un’attività commerciale ordinaria come iniziativa sociale senza spiegazione;
- usare beneficiari come strumenti promozionali;
- esagerare il valore delle attività gratuite;
- conteggiare più volte lo stesso risultato;
- omettere insuccessi o effetti negativi rilevanti;
- presentare output come impatto;
- attribuirsi risultati prodotti principalmente da altri;
- pubblicare dati senza fonte;
- inventare testimonianze;
- utilizzare immagini generate artificialmente come documentazione;
- dichiarare certificazioni inesistenti;
- qualificare come inclusiva un’attività non accessibile;
- presentare obblighi legali come iniziative volontarie eccezionali.
103. Comunicazione delle partnership
Il nome o il logo di un partner può essere utilizzato soltanto quando:
- esiste un accordo;
- è stata ottenuta l’autorizzazione;
- il ruolo è descritto correttamente;
- non viene suggerita una sponsorizzazione inesistente;
- durata e perimetro sono chiari.
104. Testimonianze dei beneficiari
Devono essere:
- volontarie;
- autentiche;
- autorizzate;
- non acquistate;
- non manipolate;
- non obbligatorie per accedere al beneficio;
- protette da utilizzi futuri non concordati.
Segnalazioni e reclami
105. Fatti segnalabili
Possono essere segnalati:
- discriminazioni;
- esclusioni;
- problemi di accessibilità;
- uso improprio dei dati;
- comunicazioni sociali ingannevoli;
- falsificazione degli indicatori;
- testimonianze false;
- utilizzo non autorizzato di immagini;
- mancata tutela dei minori;
- utilizzo scorretto dell’IA;
- trattamento inappropriato dei beneficiari;
- ritorsioni;
- conflitti di interesse;
- uso improprio di risorse;
- violazioni della Policy.
106. Canali
Responsabile dell’impatto sociale: dott. Ali Sheta
Email riservata: info@alisheta.it
Referente alternativo: dott. Ali Sheta
Canale accessibile: www.alisheta.it
Contatto privacy: info@alisheta.it
Canale whistleblowing, quando applicabile: https://www.alisheta.it/informativa-policy-whistleblowing/
107. Segnalazioni anonime
Le segnalazioni anonime possono essere valutate se sufficientemente circostanziate.
L’anonimato può limitare:
- richieste di integrazione;
- verifica dei fatti;
- comunicazione dell’esito;
- attivazione di determinate tutele.
Non devono essere effettuati tentativi non autorizzati di identificazione.
108. Procedura
Il responsabile:
- registra la comunicazione;
- verifica urgenza e competenza;
- protegge la riservatezza;
- valuta eventuali conflitti di interesse;
- adotta misure temporanee;
- raccoglie documenti;
- ascolta le persone coinvolte;
- valuta gli effetti prodotti;
- definisce l’azione correttiva;
- comunica l’esito nei limiti consentiti;
- verifica l’assenza di ritorsioni;
- documenta la chiusura.
109. Tutela della persona coinvolta
La persona indicata nella segnalazione:
- non è considerata responsabile prima delle verifiche;
- deve essere trattata con dignità;
- può presentare osservazioni;
- può produrre documenti;
- deve rispettare la riservatezza;
- non può intimidire il segnalante;
- deve collaborare alle verifiche.
110. Divieto di ritorsione
Sono vietati:
- esclusione dai progetti;
- interruzione punitiva della collaborazione;
- minacce;
- isolamento;
- pressioni;
- diffusione di informazioni;
- valutazioni artificiosamente negative;
- azioni legali abusive;
- ostacoli all’accesso ai servizi;
- tentativi di ritiro forzato della segnalazione.
111. Azioni correttive
Possono comprendere:
- modifica del servizio;
- correzione del sito;
- introduzione di un’alternativa accessibile;
- cancellazione dei dati;
- ritiro di una comunicazione;
- rettifica pubblica;
- revisione di una decisione;
- formazione;
- cambio del referente;
- sospensione del fornitore;
- restituzione di risorse;
- modifica del contratto;
- segnalazione all’autorità competente.
Formazione, monitoraggio e revisione
112. Formazione
La formazione può riguardare:
- impatto sociale;
- teoria del cambiamento;
- stakeholder engagement;
- accessibilità;
- inclusione;
- privacy;
- intelligenza artificiale;
- comunicazione responsabile;
- social washing;
- raccolta dei dati;
- qualità degli indicatori;
- gestione delle segnalazioni;
- tutela dei minori;
- lavoro dignitoso.
113. Qualità dei dati
I dati devono essere:
- pertinenti;
- tracciabili;
- aggiornati;
- coerenti;
- protetti;
- verificabili;
- confrontabili quando possibile;
- distinti da stime e opinioni.
Ogni stima deve indicare:
- fonte;
- metodo;
- ipotesi;
- dati mancanti;
- periodo;
- margine di incertezza;
- limiti.
114. Rendicontazione
L’eventuale relazione di impatto deve contenere:
- profilo dell’attività;
- perimetro;
- stakeholder;
- bisogni affrontati;
- progetti;
- risorse;
- output;
- outcome;
- impatti stimati;
- effetti negativi;
- reclami;
- azioni correttive;
- metodologia;
- fonti;
- limiti;
- obiettivi futuri.
115. Revisione indipendente
Per progetti rilevanti può essere valutata una verifica esterna relativa a:
- metodologia;
- fonti;
- calcoli;
- correttezza delle dichiarazioni;
- coinvolgimento degli stakeholder;
- protezione dei dati;
- limiti della misurazione.
La revisione deve essere descritta correttamente e non presentata come certificazione quando non lo è.
116. Pubblicazione
La Policy può essere:
- pubblicata su www.alisheta.it;
- richiamata negli altri siti;
- condivisa con clienti e collaboratori;
- allegata agli accordi;
- presentata ai partner;
- utilizzata nei corsi;
- collegata alle pagine DEI, accessibilità e Agenda 2030.
La pubblicazione non sostituisce l’attuazione concreta degli impegni.
117. Revisione della Policy
La Policy viene riesaminata:
- almeno una volta all’anno;
- in caso di modifiche normative;
- quando cambiano siti o servizi;
- all’introduzione di nuovi sistemi IA;
- all’avvio di nuovi progetti sociali;
- dopo segnalazioni rilevanti;
- quando emergono effetti negativi;
- quando cambiano gli stakeholder;
- prima di pubblicare dichiarazioni rilevanti;
- quando gli indicatori risultano insufficienti.
Il rispetto del Codice costituisce parte integrante dei rapporti professionali e commerciali.
118. Impegno Finale
AliSheta® si impegna a creare prodotti che rappresentino l'eccellenza del design italiano, coniugando innovazione, sostenibilità, qualità e responsabilità. Ogni scelta aziendale è orientata alla creazione di valore per i clienti, alla tutela dell'ambiente e alla crescita delle persone, nel rispetto dei più elevati standard etici.
Dichiarazione di Impegno
"In AliSheta® crediamo che il vero design nasca dall'incontro tra creatività, innovazione e responsabilità. Ogni prodotto che realizziamo è progettato per durare, ispirare e migliorare la vita delle persone, valorizzando il Made in Italy e contribuendo a un futuro più sostenibile, inclusivo e orientato all'eccellenza."
Approvato da: AliSheta®
Luogo e data: Pordenone, 22/07/2026
Firma del Legale Rappresentante
AliSheta®
